Martedì, 27 Settembre 2022
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Statale 106, Abate (Cal): niente soldi per il tratto Sibari-Rossano

I soldi per l’ammodernamento del tratto della strada statale 106 Sibari-Rossano non ci sono. E’ quanto sostiene la senatrice del gruppo Alternativa-Cal Rosa Silvana Abate. Abate ricorda che nel febbraio del 2021, il capo dipartimento della Direzione Trasporti del Mit «aveva dato riscontro alla nota dell’ora Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo all’Anas di avviare e/o riprendere, sulla base delle risorse disponibili a valere sul Contratto di Programma 2016-2020, la progettazione di fattibilità tecnica ed economica della tratta degli ex Megalotti 8 (Sibari-Mandatoriccio) e 9 (Mandatoriccio-Crotone). Nello studio delle possibili alternative - sostiene - si doveva arrivare all’adozione di una sezione di tipo «B» (a quattro corsie), extraurbana principale. E’ in virtù di questo passaggio che ora si può parlare ufficialmente di una strada a due corsie per senso di marcia nel tratto Sibari-Crotone».

Non solo, aggiunge, «grazie alla continua interlocuzione con Anas, per quanto riguarda specificamente la tratta Sibari-Rossano (del quale avevo fatto richiesta che venisse stralciata dal resto perchè, dal punto di vista economico, era in fase più avanzata visto che erano stati allocati 195 milioni di euro per i lavori) la situazione sarebbe dovuta essere molto più semplice poichè una volta che Anas avesse provveduto ad elaborare il progetto, questo andava presentato ai sindaci (di Cassano e Corigliano-Rossano) e al Presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci. Il passaggio successivo - sottolinea - sarebbe stato quello di far dichiarare la strategicità dell’opera convergendo su quel progetto che s subito si era dimostrato altamente compatibile con l’ambiente e che ben rispondeva al criterio del rapporto costi-benefici. E così, almeno in parte, è stato. Una decisione, presa attraverso una delibera con parere positivo e prodotta sia da Papasso che da Iacucci. Chi si sta opponendo ferocemente al progetto dell’Anas in questione è l’amministrazione comunale di Corigliano-Rossano nella figura del sindaco Flavio Stasi che continua a richiedere la variante che sale a monte perchè, a suo dire, si sarebbe confrontato con i territori. Innanzitutto Stasi dovrebbe dirci come e quando si è confrontato con i territori, soprattutto nella zona di Corigliano dove, addirittura, il nuovo progetto della Statale 106 sale già a monte rispetto all’attuale tragitto e quindi, se il problema c'è, sussisterebbe solo per lo scalo di Rossano, quando ha incontrato i territori e chi ha fatto la richiesta della variante. Nel mentre si fa perdere tempo con richieste fantasiose e dispendiose continuano a verificarsi incidenti mortali e rallentamenti quotidianamente».

La parlamentare aggiunge che «leggendo a fondo il Def, oggetto di tanti comunicati che ricordano il canto delle sirene, emerge una situazione di una gravità unica: i fondi che ho monitorato per tutta la legislatura e che sono stati mantenuti nel periodo in cui alla guida della Regione c'era Mario Oliverio «spariscono» e vengono «rimodulati» nel nuovo contratto di programma con la Giunta di Roberto Occhiuto. Proprio quell'Occhiuto, a cui fa seguito il coro univoco dei rappresentanti regionali del territorio, che fa proclami esulanti dicendo che la 106 è una priorità. Di certo non lo è il tratto Sibari-Rossano - afferma - tratto dal quale sono spariti ben 195 milioni di euro vincolati da un precedente codice di cantiere. Responsabilità di questo scippo - secondo Abate - è l’amministrazione comunale nella persona del sindaco Flavio Stasi, che - dice - sta ostacolando oltremodo il progetto presentato da Anas in tutti i modi, della Giunta Occhiuto che ha firmato il nuovo contratto di programma con Anas e di tutti i rappresentanti del territorio silenti e complici o peggio ancora disinformati. Tutti insieme uniti e contenti (che tristezza e desolazione politica) permettono ancora un grave scippo al territorio. La questione della Statale 106, ormai, è diventata una leggenda di quartiere dove ognuno mette un palo e pretende di mettere il cappello».

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