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Cosenza, sanità disastrata: il “meccanismo” dei pignoramenti

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Dove sono finiti i soldi? La sanità pubblica ha ingoiato nella Calabria settentrionale decine di milioni di euro. Soldi scomparsi nelle pieghe di bilanci aziendali palesemente falsi. La Guardia di finanza sta faticosamente ricostruendo il corto circuito finanziario generatosi nell’Asp di Cosenza. Lo spaventoso contenzioso, rilevato dal commercialista Sergio Tempo, componente fino al 2018 del collegio sindacale, appare collegato anche e soprattutto a procedure esecutive - decreti ingiuntivi e pignoramenti - rispetto alle quali l’Azienda sanitaria provinciale non si sarebbe tecnicamente opposta generando il diritto dei creditori di accedere direttamente agli uffici di Ragioneria per ottenere il rilascio delle somme reclamate dagli aventi diritto e assegnate dai giudici aditi. Di questo fiume di denaro non si troverebbe inizialmente traccia concreta nei bilanci proprio perché il “meccanismo” avrebbe di fatto reso non quantificabile il contenzioso. Di fronte a un titolo esecutivo gli uffici contabili infatti emettevano mandati di pagamento perché dal punto di vista formale tutto appariva legittimo. Certo era pure possibile, in questo confuso quadro, che uno stesso servizio venisse pagato più volte magari prima all’avente diritto e, successivamente, pure alla società che aveva nel frattempo acquistato il credito.

Gli interrogatori

Il gip Manuela Gallo ha interrogato ieri i dirigenti dell’Asp per i quali il procuratore Mario Spagnuolo e il pm Mariangela Farro, hanno chiesto l’emissione di una misura interdittiva. Si tratta di Antonio Scalzo e Aurora De Ciancio (difesi dall’avvocato Massimiliano Coppa), Nicola Mastrosta (assistito dall’avvocato Franco Locco) e Fabiola Rizzuto (difesa dall’avvocato Angelo Pugliese). Tutti gli indagati hanno respinto le ipotesi di reato contestate producendo a loro discolpa una vasta mole di documenti.

L’incontro in Procura di Longo

Il commissario alla Sanità, Guido Longo, ha incontrato ieri mattina il procuratore Spagnuolo. Non si conoscono i contenuti del colloquio avuto dai due rappresentanti istituzionali. Una formale visita di cortesia potrebbe essere stata l’occasione di un confronto ad ampio spettro. Visto il periodo...

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