Mercoledì, 01 Febbraio 2023
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Cosenza “Libera” dalle mafie ricorda il direttore del carcere Sergio Cosmai

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Il presidio “Libera Cosenza Area Urbana”, intitolato a Sergio Cosmai, in condivisione con l’amministrazione comunale di Cosenza, che ha sostenuto l’iniziativa attraverso il supporto della presidente della Commissione Istruzione e Legalità Chiara Penna, dell’assessore al ramo Veronica Buffone e del Delegato all’Istruzione Aldo Trecroci, ha voluto organizzare per stamattina un momento di confronto e di riflessione aperta a tutti ma indirizzata principalmente agli studenti degli istituti superiori della città.

L'evento

La location scelta è il suggestivo chiostro di San Domenico. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Franz Caruso, il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati dialoga con Pierluigi Ferrami, figlio di Lucio, ucciso dalla ’ndrangheta per aver denunciato i suoi estortori, e con Alessio Cassano, fra i fondatori dell’associazione Antiracket di Cosenza. A seguire ci sarà la messa in scena dello spettacolo di teatro civile prodotto dalla compagnia Teatro Rossimona “Al posto sbagliato-Storie di bambini vittime innocenti delle mafie” tratto dal libro omonimo di Bruno Palermo, interpretato e diretto da Francesco Pupa. Al termine dello spettacolo è previsto uno dei momenti più emozionanti della Giornata della memoria, ovvero la lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie. Un lungo elenco. È un modo per far rivivere quegli uomini e quelle donne, bambini e bambine, per non far morire le idee testimoniate, l’esempio di chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto alle minacce e ai ricatti che imponevano di derogare dal proprio dovere professionale e civile, ma anche le vite di chi, suo malgrado, si è ritrovato nella traiettoria di una pallottola o vittima di potenti esplosivi diretti ad altri. Storie pulsanti di vita, di passioni, di sacrifici, di amore per il bene comune e di affermazione di diritti e di libertà negate. Il tema di questa edizione è “Terra mia. Coltura I Cultura”: uno slogan che vuole unire due dimensioni di impegno, oggi fondamentali, dalle quali ripartire.

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