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Omicidio di Castrovillari, Scorza ucciso con un colpo in bocca. La disperata telefonata prima di morire

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Un colpo in bocca. Maurizio Scorza, 57 anni, di Cassano, è stato assassinato seguendo un barbaro e feroce “rituale” caro alla ‘ndrangheta. Quello riservato a quanti parlano troppo. L’hanno ammazzato tappandogli la bocca con una pallottola “incamiciata” calibro 9 per 21 sparata a bruciapelo. Poi, accanto al cadavere, i sicari hanno lasciato un capretto sgozzato. È stato il modo belluino di far festeggiare la Pasqua alla vittima. Il corpo del cinquantasettenne è stato ritrovato nel bagagliaio della sua auto, un Mercedes GLK abbandonato con i fari ancora accesi in contrada Giammellone nella vasta area di Cammarata, alla periferia di Castrovillari. Sulla vettura, rannicchiata sul sedile anteriore destro, c’era la compagna, Hanene Hendhli, tunisina, residente a Villapiana, piccolo centro dell’Alto Ionio. La donna è stata crivellata di pallottole: undici i proiettili che l’hanno raggiunta in varie parti del corpo (due alla mandibola destra e nove alle spalle). Quando i killer sono entrati in azione ha cercato di proteggersi infilandosi nell’angusto spazio compreso tra il sedile e il cruscotto. La nordafricana aveva 38 anni. In quei frangenti sembra abbia provato a telefonare a un familiare dello Scorza per chiedere aiuto prima di essere assassinata. Una chiamata durata solo pochi secondi. Dai tracciati telefonici, dovrebbero emergere pure le indicazioni necessarie per mappare gli ultimi movimenti della coppia trucidata e il luogo ove è avvenuta materialmente la duplice esecuzione. Tutti i dati verranno analizzati dal procuratore capo, Alessandro D'Alessio e dal pubblico ministero di turno, Angela Continisio. L'obiettivo degli inquirenti è di raccogliere ogni elemento utile per giungere alla identificazione dei responsabili dell’efferato fatto di sangue che ha generato sdegno all'interno della città del Pollino.

Dall’assenza di bossoli sulla scena del crimine e da tutta una serie di circostanze riscontrate durante i primi accertamenti effettuati dai carabinieri del colonnello Agatino Spoto, appare evidente che il duplice omicidio sia avvenuto in un luogo diverso da quello in cui sono stati rinvenuti i cadaveri. L’esame medico legale esterno ha fatto ipotizzare - in considerazione della temperatura dei cadaveri e dalla loro rigidità - che la feroce esecuzione sia stata consumata almeno tre ore prima.

Maurizio Scorza, arrestato nel luglio del 2003 con altre 7 persone di Cassano per spaccio di droga nell’ambito dell’inchiesta “Rescue”, subì successivamente un agguato a Castrovillari, il 20 novembre del 2013 su viale della Industria: rimase ferito da 4 colpi ma sfuggì alla morte. Nel febbraio del 2018, invece, venne fermato a bordo di un’auto a Villapiana, su cui era nascosta una Beretta 6,35 con caricatore inserito. Finì in manette e fu poi scarcerato. Il delitto potrebbe essere maturato nell’ambito del traffico di droga. La vittima forse si muoveva troppo in “autonomia”. E in Calabria, in certi contesti, alzare troppo la testa può costare la vita.

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