
Rabbia e disperazione. Tra le campagne di Thurio è questo il “raccolto”. Nessuna clementina profumata, nessun gregge al pascolo.
Come si legge sulla Gazzetta del Sud in edicola, a quasi ormai una settimana dall’esondazione del Crati lo sconforto si è abbattuto sulle comunità duramente colpite da quella valanga di acqua e fango che ha invaso case, stalle e campi.
I nervi sono tesi, la stanchezza di fa sentire e l’incertezza su ciò che li aspetta per il futuro sembra essere paradossalmente l’unica certezza. «Che non si spengano i riflettori e che si intervenga con efficacia nei tempi più brevi possibili, per restituire dignità al vivere».

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