Mercoledì, 03 Marzo 2021
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Scalea, le mani della massoneria sugli appalti pubblici: 18 persone indagate. TUTTI I NOMI
L'INDAGINE

Scalea, le mani della massoneria sugli appalti pubblici: 18 persone indagate. TUTTI I NOMI

di
18 persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta
appalti pubblici, associazione a delinquere, massoneria, scalea, Pierpaolo Bruni, Cosenza, Cronaca
Pierpaolo Bruni, il procuratore di Paola che ha condotto le indagini

Un'associazione segreta attiva a Scalea (nell'alto Tirreno Cosentino), di tipo massonico deviata, avrebbe condizionato gare relative ad appalti pubblici, pilotando le gare in favore di imprese appartenenti ad un "cartello".

È questa l'accusa contestata dal procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, con un decreto di perquisizione notificato stamane dai carabinieri a 18 persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta.

Gli indagati. Devono rispondere di associazione per delinquere

Gli indagati sono Luigi Cristofaro, Francesco Arcuri, Antonio Del Vecchio, Giuseppe Del Vecchio, Maria Grazia Melega, Francesco Esposito, Paola Di Stio, Vincenzo Cristofaro, Silvano Cairo, Giuseppe D’Alessandro, Giuseppe Marsico, Marco Liporace, Giampietro D’Alessandro, Maria Petrone, Vincenzo Donato Rosa, Raffaele Grosso Ciponte, Giuseppe Caroprese, Gianfranco Amodeo.

A tre di loro, invece Luigi Cristofaro, 37 anni, Francesco Arcuri, 53 e Vincenzo Donato 57, viene contestata la violazione della Legge Anselmi che vieta la costituzione delle logge massoniche coperte.

La associazione per delinquere ipotizzata dal procuratiore Bruni farebbe capo a Luigi Cristofaro e sarebbe composta da professionisti, nella specie ingegneri e architetti, costituenti un vero e proprio “cartello” formato da due distinti gruppi di tecnici che, attraverso la presentazione di offerte precedentemente concordate o la partecipazione fittizia alle gare, miravano a determinare l’aggiudicazione degli appalti ad una delle imprese della cordata.

Il vantaggio finale? La suddivisione degli importi liquidati dalle stazioni appaltanti al 50 per cento: metà e metà. I lavori oggetto d’indagini sono stati effettuati in vari comuni e il magistrato ha ordinato il sequestro di tutti gli atti relativi negli uffici municipali di Belvedere, Aieta, Moliterno, Scalea, Guardia Piemontese e in quelli della Provincia di Potenza.

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook