Martedì, 27 Ottobre 2020
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COSENZA

"Timbrava e andava via", assenteismo all'Asp di Cosenza: arrestato il sindaco di Scalea

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Gennaro Licursi

In Calabria non c’è lavoro. Ma i furbetti del cartellino ci provano sempre. Questa volta a finire nella rete della guardia di finanza è il sindaco di Scalea Gennaro Licursi, impiegato dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di essersi assentato arbitrariamente dal posto di lavoro.

Licursi, che è anche consigliere provinciale, è stato arrestato nell'ambito dell’inchiesta “Ghost work” della Procura di Paola per truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsa attestazione della presenza in servizio.

Accuse che fanno riferimento soltanto al suo lavoro di responsabile del 118 e di Guardie mediche del distretto dell’Asp del Tirreno. Le indagini, protrattesi per alcuni mesi, hanno consentito di svelare un radicato e consolidato meccanismo di illiceità che ha consentito al sindaco con la complicità di tre suoi colleghi, di assentarsi senza alcuna giustificazione dal luogo di lavoro.

Infatti il Gip Maria Grazia Elia ha disposto non solo gli arresti domiciliari per Licursi, ma anche misure interdittive nei confronti di Paolo Filice (59 anni di Carolei), responsabile del servizio del 118 di Cosenza che è stato sospeso dal servizio per sei mesi. Sospensione di sei mesi anche per Valentino Cupelli (67 anni di Lago), collaboratore amministrativo dell’Asp di Amantea.

E Angela Riccetti (57 anni di Scalea), direttore del distretto del Tirreno è stata sospesa dal servizio per tre mesi.

Secondo le indagini coordinate dal procuratore capo Pierpaolo Bruni e dal sostituto Maurizio De Franchis, il sindaco dopo aver timbrato il cartellino, lasciava l’ufficio e si dedicava allo svolgimento di altre attività di natura personale a volte dicendo di «andare in missione per lavoro».

Le condotte criminose, accertate mediante l’installazione di telecamere all’interno degli uffici del distretto sanitario del Tirreno di Scalea, analisi dei tabulati telefonici e monitoraggio con sistema Gps, sono state ricostruite in maniera capillare, anche grazie ad un’accurata attività di pedinamento e sono state incrociate con i dati delle presenze giornaliere risultanti dalla macchina marcatempo. Nei confronti degli indagati è stato disposto anche un sequestro preventivo di somme di denaro.

"Il quadro che ne è emerso, oltre 650 ore di assenteismo nel periodo oggetto di indagini - si legge in una nota -,  ha fatto rilevare la marcata disinvoltura con la quale gli indagati hanno agito e resa necessaria l’emanazione del provvedimento cautelare, oggi eseguito".

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