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COSENZA

Agguato a Cassano, la lotta contro la morte del supertestimone romeno

di
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Francesco Elia

L'uomo che ha visto tutto e potrebbe raccontare i dettagli dell'omicidio di Francesco Elia viene piantonato stabilmente dai carabinieri nell'ospedale di Cosenza. L'operaio romeno, Mihita Capraru Bogdan, ferito nell'agguato di mercoledì mattina in contrada Caccianova, continua a lottare tra la vita e la morte in terapia intensiva. Due colpi di kalashnikov lo hanno raggiunto ai polmoni, non ha ancora ripreso conoscenza, ma le sue condizioni rimangono stabili. La sua testimonianza potrebbe permettere agli inquirenti di ricostruire con certezza quello che è successo all'alba di due giorni fa nella contrada rurale che collega Cassano a Doria. Il suo racconto, soprattutto, potrebbe fare luce su chi ha sparato e sul movente. Che il quarantenne cassanese fosse ormai fuori dalle logiche criminali della zona era chiaro a tanti, ecco perché la sua dipartita ha creato tanto sgomento in città: un gesto eclatante quanto inaspettato.

Ma che qualcuno ce l'avesse con Francesco Elia e la sua azienda agricola era chiaro e le forze dell'ordine ne erano al corrente. La mattina del 28 dicembre del 2017 i carabinieri della Compagnia di Corigliano - diretta dal Capitano Cesare Calascibetta - vengono allertati perché la porta del loro ufficio di contrada Caccianova era stata incendiata e il fumo era penetrato rovinando molti degli interni. Gli assaltatori, non paghi dei danni fatti, tornarono alla carica qualche settimana dopo. È il 15 gennaio 2018 quando, sempre degli ignoti, penetrano all'interno dello stesso stabile, piazzano al centro della stanza una bombola a gas con dei copertoni e vi sparano sopra cercando di farla esplodere in aria e con essa tutto lo stabile, ma il distruttivo piano fortunatamente fallisce perché l'innesco fallisce. Ora sta ai carabinieri del reparto operativo, guidati dal tenente colonnello Raffaele Giovinazzo e dal maggiore Giuseppe Sacco, unire i pezzi del puzzle e capire perché dopo tanti anni si è usata così tanta violenza contro un ragazzo che aveva cercato di cambiare strada ma che qualcuno per lui aveva previsto un destino diverso.

L'articolo completo sulla Gazzetta del Sud, edizione di Cosenza

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